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La pesca dalle sue orgini

Settembre 30, 2007

La pesca dalle sue origini …

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Le prime attività dell’uomo riguardano la caccia e la pesca. Dopo centinaia di migliaia di anni l’uomo si dedicò all’allevamento di pecore, capre, maiali, cavalli e successivamente all’agricoltura. L’uomo uscì dalle caverne e dalle grotte, costruì le prime capanne su palafitte e poi sorsero i villaggi circondati da mura per proteggersi da nemici di ogni sorta. L’uomo scopre la scrittura e con essa ha acquistato sufficienti mezzi di comunicazione. Inizia così a rappresentare quello che lo circonda. Una delle prime raffigurazioni, accanto ai graffiti rupestri di animali a scopo di scongiuro e di dedica a qualche divinità, riguarda i pesci. La pittura vascolare greca del periodo arcaico testimonia una notevole abilità nel rappresentare polpi, mentre nell’età classica la tecnica appare più evoluta e le specie ittiche molto più variegate. Celebre è la figura del vecchio pescatore che taglia la testa al tonno, opera custodita nel museo Mandralisca di Cefalù in Sicilia. Vennero gli affreschi nelle tombe etrusche, di cui quella detta della Pesca a Tarquinia costituisce un esempio elevatissimo di qualità pittorica. I romani non furono da meno, come attestano le sfolgoranti raffigurazioni di Pompei e i numerosi mosaici, di cui quello di Baia è uno dei più ricchi. Con il cristianesimo i pesci acquistarono valenza religiosa, simbolo di amore e di pace, segno di riconoscimento tra i nuovi correligionari. La pesca vera e propria fu praticamente abbandonata nel medioevo, a causa della paura che incuteva il mare, ma i pesci furono allevati negli stagni e in apposite vasche di cui erano dotati conventi, monasteri e castelli.

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La pesca marittima riprese nel Rinascimento, quando fu possibile costruire barche robuste e più sicure, come dimostrano le numerose opere pittoriche di scuola veneziana e fiamminga. La scoperta dell’America impose un rapido sviluppo della navigazione, di cui si avvantaggiò sempre più la pesca. La scoperta a Terranova dei grandi banchi di merluzzo portò allo sfruttamento quasi industriale del mare, con la nascita di numerose imprese per la salagione e l’essiccazione del pesce, di cui lo stoccafisso, dall’inglese stock fish, pesce bastone, è il prodotto più diffuso, unitamente alle sardine sotto sale. La pesca del tonno è una storia completamente a parte, in quanto le tonnare come le conosciamo oggi hanno origine antichissima e furono gli arabi, padroni di tanta parte del Mediterraneo, a costruire le più importanti postazioni per la cattura di questo nobile e straordinario grande pelagico.

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Oggi, la pesca produttiva ed industriale ha raggiunto tecnologie talmente avanzate che il prelievo del pescato giornaliero, sommandosi all’inquinamento, rischia di mettere il mare in una condizione di povertà biologica che porrà l’uomo di fronte a forti rinunce alimentari.

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testo ed immagini tratti da: http://www.rivistaalbatros.it/