
2 giugno 2005 – Il C. F. C. “draga” il Porto di Campomarino
Giugno 2, 2005A maggio 2005, il Porto di Campomarino risulta agibile sulla carta per imbarcazioni di pescaggio non superiore ad un metro ma nella realtà le cose sono ben diverse perché l’amico Giovanni che ha appena acquistato un Gozzo “Libeccio” del Cantiere Mimì, attraversando il canale di imbocco, finisce in secco con gravi danni all’asse ed all’elica. Nel riquadro della foto non si arriva a 70 cm. di pescaggio nella media di marea.
Lo sconcerto è massimo e quei pochi proprietari di cabinati sono pronti a trasferire via terra le proprie imbarcazioni altrove … ma dove?
Certo …. che per i proprietari di gommoni e per le piccole barche col fuoribordo non ci sono o non dovrebbero esserci problemi.
Proprio questi, impauriti da una possibile chiusura cautelativa del porto, raccomandano di far finta di nulla e che ciascuno si arrangi come può. Il classico “cicero pro domo sua” di italica esperienza. Fortuna che di italica esperienza c’è anche il famoso ingegno.
Il Club decide di proporre all’Amministrazione comunale una soluzione economicamente vantaggiosa e burocraticamente “snella”.
La fiducia accordataci dal Presidente della Commissione Comunale al Porto ci consente di attuare il piano di sblocco del canale di imbocco del porto. Il Club contatta una prima grossa turbosoffiante, il Donna Lucia presente nel porto e che per il suo pescaggio (m. 2.50) è da mesi chiusa dentro senza possibilità di prendere il mare.
Il Donna Lucia, con il piglio di un rompighiaccio, con i suoi 420 hp, si apre un varco verso l’esterno del porto e posizionando un’ancora all’esterno, rientra attraverso il varco creatosi. Di nuovo all’interno, viene affiancata da una seconda turbosoffiante che legandosi alla prima, iniziano un percorso a ritroso verso l’esterno del porto.
Metro dopo metro, con l’impressionante potenza dei motori e delle eliche delle due turbosoffianti, viene aperto un canale della larghezza di circa venti metri e per una profondità media di due metri.
I due comandanti “godono” della rimozione del tappo del porto e lavorano alacremente per circa undici ore durante le quali non mancano tifosi di ogni tipo.
Durante queste undici ore di lavoro, compiuto a pieno regime dei motori, l’entusiasmo di riportare in vita il porto è stato sempre al massimo e per il Campomarino Fishing Club il 2 giugno 2005 è un grande giorno in quanto abbiamo sempre sostenuto che le Associazioni inutili … non hanno ragione di esistere.











